Con sentenza del 12 marzo 2026, il Giudice di Pace di Catania ha accolto il ricorso proposto dall’Avv. Simona Manna, annullando un verbale per eccesso di velocità rilevato da un autovelox installato lungo uno dei viali cittadini.
La decisione ha eliminato non solo la sanzione pecuniaria, ma anche le conseguenze accessorie collegate all’accertamento, tra cui la sospensione della patente e la decurtazione dei punti.
La pronuncia è interessante perché mostra un aspetto spesso trascurato: nei giudizi di opposizione ai verbali per autovelox non conta soltanto l’esistenza formale del rilievo, ma anche la sua effettiva affidabilità alla luce delle caratteristiche del mezzo, della documentazione prodotta e della tenuta complessiva dell’accertamento.
La vicenda esaminata dal Giudice
Il ricorso riguardava un verbale per violazione dell’art. 142 del Codice della Strada, emesso per un’asserita velocità particolarmente elevata in un tratto cittadino con limite di 50 km/h.
Secondo l’accertamento, il veicolo avrebbe viaggiato a 141 km/h, pari a 133 km/h al netto della tolleranza.
L’opposizione proposta dall’Avv. Simona Manna ha posto l’attenzione su diversi profili critici dell’accertamento, evidenziando come il dato riportato nel verbale non potesse essere considerato, in quel caso, sufficientemente attendibile.
Le ragioni della sentenza
Il Giudice di Pace ha ritenuto fondate le contestazioni, osservando che il quadro probatorio non consentiva di affermare con il necessario grado di certezza la sussistenza dell’illecito contestato.
Il punto non è stato affrontato in termini meramente formali. La sentenza si concentra, piuttosto, sull’attendibilità del rilievo e sulla capacità della documentazione prodotta dall’amministrazione di superare i dubbi sollevati dalla ricorrente.
In altre parole, il Giudice ha ritenuto che gli elementi acquisiti non fossero sufficienti a confermare con sicurezza la correttezza dell’accertamento.
La velocità rilevata e le caratteristiche del veicolo
Uno dei passaggi più significativi della decisione riguarda il rapporto tra la velocità contestata e le caratteristiche tecniche del mezzo.
Nel giudizio sono stati valorizzati elementi specifici relativi al veicolo, alla sua tipologia, alle sue prestazioni e alle condizioni in cui si trovava al momento dei fatti. Il Giudice ha ritenuto che tali circostanze rendessero poco plausibile il raggiungimento della velocità indicata nel verbale.
Questo profilo assume particolare rilievo perché chiarisce che l’opposizione non può essere liquidata con un richiamo astratto alla presunzione di attendibilità dell’autovelox. Se emergono elementi tecnici seri che mettono in dubbio il dato rilevato, il giudice deve verificarne la reale tenuta.
La documentazione sul dispositivo e le verifiche tecniche
La sentenza affronta poi un secondo aspetto di grande interesse: la documentazione relativa all’apparecchio utilizzato per il rilievo.
L’amministrazione aveva prodotto documenti relativi all’autovelox, compresi atti sull’omologazione, dichiarazioni di conformità e certificati di taratura. Tuttavia, secondo il Giudice, tale produzione non è stata sufficiente a chiarire in modo appagante alcuni punti essenziali, tra cui la riferibilità delle verifiche allo strumento effettivamente impiegato e la coerenza della sequenza temporale delle operazioni tecniche richiamate.
La decisione conferma così un principio molto importante: quando il verbale viene contestato in modo puntuale, non basta produrre documentazione in astratto riferita al dispositivo; occorre che essa sia idonea a dimostrare, in modo preciso, l’affidabilità dell’accertamento eseguito nel caso esaminato.
Perché questa pronuncia è rilevante
La sentenza non autorizza letture semplicistiche. Non significa che ogni multa da autovelox sia illegittima, né che basti negare la velocità contestata per ottenere l’annullamento del verbale.
Il suo rilievo sta altrove: ricorda che anche in materia di sanzioni amministrative la prova dell’illecito deve reggere a un controllo serio, soprattutto quando la parte propone contestazioni specifiche, supportate da elementi tecnici e documentali.
Quando questo non accade, il verbale può essere annullato.
L’esito del giudizio
Con la decisione del 12 marzo 2026, il Giudice di Pace di Catania ha accolto il ricorso proposto dall’Avv. Simona Manna e ha annullato il verbale impugnato.
Sono venute meno, di conseguenza, sia la sanzione economica sia le misure accessorie collegate all’accertamento. Il Giudice ha inoltre condannato l’amministrazione resistente al pagamento delle spese di lite.
Si tratta, quindi, di un risultato pienamente favorevole, ottenuto in un ambito nel quale spesso si ritiene, erroneamente, che l’accertamento elettronico sia di per sé insuperabile.
Quando può essere utile far verificare un verbale
Non ogni multa merita un’opposizione, e non ogni opposizione ha basi solide. Proprio per questo la verifica iniziale è decisiva.
Una valutazione legale può essere particolarmente utile quando la contestazione presenta elementi poco chiari, quando il dato riportato appare difficilmente compatibile con le caratteristiche del mezzo, quando vi sono dubbi sulla documentazione tecnica o quando l’accertamento comporta conseguenze pesanti, come la sospensione della patente o la perdita di punti.
In questi casi, prima di rinunciare o di pagare senza ulteriori verifiche, può essere opportuno esaminare attentamente la documentazione. È possibile contattare l'Avv. Simona Manna utilizzando uno dei canali presenti QUI
Testo della Sentenza
Domande frequenti
Un verbale per eccesso di velocità può essere contestato?
Sì, ma non automaticamente. Occorre verificare il contenuto del verbale, la documentazione disponibile e la presenza di motivi reali di opposizione.
Per ottenere l’annullamento serve per forza un vizio formale?
No. Anche problemi legati all’attendibilità dell’accertamento o alla tenuta della prova possono assumere rilievo decisivo.
Quanto conta la documentazione tecnica dell’autovelox?
Conta molto. In giudizio può essere decisiva la possibilità di collegare in modo chiaro e preciso le verifiche tecniche allo strumento utilizzato per il rilievo.
Che cosa succede se il ricorso viene accolto?
L’annullamento del verbale elimina la sanzione pecuniaria e, nei casi previsti, anche le sanzioni accessorie collegate all’accertamento, come sospensione della patente e decurtazione dei punti.
Quando conviene far verificare il proprio caso?
Quando il verbale presenta elementi poco chiari, quando il dato rilevato appare discutibile o quando le conseguenze dell’accertamento sono particolarmente gravi.
